In Tailandia gli interventi di Perigeo Lazio si svolgono
essenzialmente in tre province meridionali di Phuket, Phang
Nga e Krabi.
LA PROVINCIA DI PHUKET
La provincia di Phuket include la più vasta isola
della Tailandia, ampia circa 550 Kmq, dove secondo l’ultima
stima del 2001 vivono, ufficialmente, circa 300.000 persone.
L’isola è per buona parte montagnosa ed il 70%
del territorio è ricoperto di foreste. Fino al 1980
la principale risorsa economica era la produzione del caucciù
e l’estrazione dello stagno. All’inizio degli
anni ’80 si è verificato il boom turistico che,
negli anni, fino al verificarsi dello tsunami, a portato l’isola
ad ospitare circa 3.000.000 di turisti ogni anno. L’etnia
dominante è quella cinese di religione buddista, mentre
i villaggi di pescatori lungo la costa risentono di influenze
mussulmane. La zona di Patong Beach, quella con maggiore vocazione
turistica, è stata la più colpita dallo tsunami
che ha provocato, oltre la morte di diverse centinaia di persone,
la distruzione di gran parte delle strutture alberghiere prospicienti
la costa.
LA PROVINCIA DI PHANG NGA
La provincia di Phang Nga è posta a sud ovest della
penisola tailandese, in un’area di circa 4.200 Kmq,
dove vivono, secondo una stima del 2000, circa 234.000 abitanti.
La provincia di Phang Nga è bagnata dal mare delle
Andamane ed include molte isole di origine vulcanica situate
in detto mare. In quest’area insiste James Bond Island,
dove è stato girato uno dei molti film con protagonista
il famoso 007. Nel 1981 fu fondato il Parco Nazionale di Phang
Nga con lo scopo di tutelare le numerose ed affascinanti isole.
Lo tsunami ha arrecato danni notevolissimi in quest’area,
tanto alle strutture turistiche e ricettive, quanto ad alcuni
villaggi situati sulla costa ed alle stesse citate isole.
Particolarmente rilevanti le distruzioni registrate a Khao
Lak e nel villaggio Lam Kaen.
LA PROVINCIA DI KRABI
La provincia di Krabi è posta nell’estremo sud
est della penisola tailandese. Si estende per circa 4.700
Kmq ed è abitata, secondo una stima del 2000, da circa
336.000 persone. Caratterizzata da numerose colline vulcaniche
all’interno e da 130 isole, sempre di origine vulcanica.
La più famosa di esse, sempre per motivi cinematografici,
è Ko Phi Phi Ley completamente distrutta dal recente
tsunami. Tutta la costa, purtroppo, ha pagato un pesante tributo
all’onda anomala del 26 dicembre 2004.
LA RICOSTRUZIONE
In questo periodo in Tailandia, così come negli altri
stati colpiti dallo tsunami, è in corso di definizione
una strategia per la ricostruzione delle zone distrutte. La
discussione è spesso animata e resa anche difficile,
dai diversi interessi, spesso contrastanti, intorno alle aree
interessate. Quel che è certo è che, per la
Tailandia, non è immaginabile fuoriuscire dal circuito
turistico, il cui mercato, ad oggi, rappresenta una delle
maggiori fonti di ricchezza del paese. Questo vale, tanto
più, per quelle aree colpite dal maremoto la cui vocazione
turistica è assolutamente innegabile.
Tali considerazioni sono state in qualche modo certificate
anche nel recente meeting dell’Organizzazione Mondiale
per il Turismo (WTO), convocato proprio a Phuket lo scorso
gennaio: “È importante assicurare al più
presto la ripresa del turismo per alleviare la sofferenza
delle popolazioni colpite dallo tsunami”, ha dichiarato
all'apertura dei lavori Francesco Frangialli, segretario generale
della WTO. Tali affermazioni sono state corroborate da uno
studio della «Pacific Asia Travel Association»,
secondo il quale, nonostante lo tsunami, il numero di presenze
di turisti nel Sudest asiatico è destinato a crescere
dell'8/9 per cento l’anno.
Infine, il WTO ha sollecitato ed auspicato lo sviluppo di
nuove forme di turismo alternative a quello balneare, nonché
l'addestramento di nuovo personale.