Ad un anno dai bombardamenti israeliani, che colpirono in particolare le aree a sud del Paese, la nostra missione ha finalmente concretizzato un progetto di cooperazione avviato alcuni mesi orsono con il patrocinio dei Comuni di L’Aquila e Rieti.
In concreto, abbiamo consegnato alla municipalità di Baalbeck, nella valle della Beqaa, quanto è stato donato da alcune aziende alimentari italiane.
Sempre a Baalbeck abbiamo sottoscritto un accordo di collaborazione con l’associazione Ahalina che si occupa di assistenza agli anziani presso le proprie famiglie.
La presenza della delegazione di Perigeo Lazio, alla quale per alcuni giorni si è aggregato il senatore Marcello De Angelis, ha consentito inoltre di instaurare collaborazioni con associazioni libanesi e programmare una serie di ulteriori iniziative di cooperazione. In particolare, anche grazie alla collaborazione del contingente italiano integrato nella missione Unifil, abbiamo concordato con il Presidente dell’Unione delle Municipalità di Tiro, di realizzare interventi nel campo della gestione delle risorse idriche.
Particolarmente significativa è stata la nostra presenza presso la base di Marakah affidata al 186° Reggimento Paracadutisti Folgore. In tale occasione, oltre ad aver potuto constatare personalmente i danni provocati dai bombardamenti dello scorso luglio in tutti i paesi a ridosso della linea di confine con Israele (che le mappe geografiche definiscono Palestina occupata), abbiamo partecipato a diverse iniziative umanitarie realizzate dal 186°, iniziative che consentono ai nostri militari di essere considerati in modo molto positivo dalle popolazioni, al di là delle fazioni politiche di appartenenza.
Anche in quest’area del Libano abbiamo concordato alcuni interventi. Nello specifico, abbiamo accolto la richiesta pervenutaci dal Direttore della scuola di Bazourieh relativamente alla necessità di bonificare le condotte dell’acqua interne alla scuola che, al momento, considerato lo stato in cui versano, mettono a rischio la salute dei bambini.
Come emerge chiaramente da quanto abbiamo brevemente e sommariamente raccontato, l’impegno di Perigeo Lazio in Libano proseguirà anche nei prossimi mesi. È chiaro che tale impegno necessità di un supporto che, essendo ancora carente da parte delle istituzioni, siamo costretti a chiedere a voi.
Perilebanon deve continuare e deve crescere; questo è l’impegno che abbiamo assunto con noi stessi e con i tanti libanesi che abbiamo conosciuto in questa breve ma intensa missione. Perilebanon continuerà e crescerà meglio se contribuirete con una vostra donazione al c/c che trovate in questo sito.
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Prosegue l'iniziativa PeriLebanon organizzata dall'associazione Perigeo Lazio Onlus.
Da una settimana, alcuni volontari dell'associazione sono in Libano dove hanno completato l'iniziativa, patrocinata dai comuni di L'Aquila e Rieti, in favore della popolazione della città libanese di Baalbeck, pesantemente colpita dai bombardamenti israeliani dello scorso luglio.
In queste ore, gli stessi volontari di Perigeo Lazio Onlus si trovano presso i militari italiani impegnati nella missione Unifil nel sud del Paese. Perigeo Lazio Onlus, infatti, coerentemente alla filosofia che da sempre ne ispira l'agire, intende dare vita nei prossimi mesi a progetti di cooperazione e sviluppo in collaborazione sia con le municipalità libanesi che con il Cimic dell'Esercito Italiano.
In particolare, Perigeo Lazio Onlus sottoscriverà protocolli d'intesa con l'Unione delle municipalità di Tiro (nella quale insistono 65 comuni) allo scopo di realizzare iniziative di solidarietà in favore degli studenti libanesi, attività di supporto per la gestione delle risorse idriche e per l'implementazione dei presidi sanitari.
In tale ottica, la delegazione di Perigeo Lazio Onlus ha partecipato, il 3 giugno, alla emozionante e significativa inaugurazione di un ambulatorio medico nel villaggio di Dayr Ames, iniziativa realizzata dai militari italiani del 186° Reggimento paracadutisti Folgore, i quali con il proprio lavoro e autofinanziandosi hanno reso nuovamente agibile la preziosa struttura.
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Nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso il Comune de L’Aquila, presenti il Senatore Marcello De Angelis, il sindaco Biagio Tempesta, il VicePresidente del Consiglio Comunale Ferdinando Colantuoni, i rappresentanti di Perigeo Lazio, Luca Panariello e Umberto Di Paolo, hanno presentato l’iniziativa umanitaria PERILEBANON.
Si tratta di un progetto già avviato nei mesi scorsi, quando sono state raccolte derrate alimentari, medicinali, materiale scolastico per i bambini.
Nelle prossime settimane, una delegazione di Perigeo Lazio, insieme con il Senatore De Angelis che tanto ha contribuito e sta contribuendo per la positiva riuscita della missione umanitaria, si recherà nella città di Baalbek, nel sud del Libano, dove, in collaborazione con l’amministrazione municipale della città libanese, gemellata con L’Aquila, provvederà alla distribuzione degli aiuti umanitari direttamente alle popolazioni che, ancora oggi, pagano le conseguenze dei bombardamenti subiti la scorsa estate.
Inoltre, la presenza di Perigeo Lazio nel sud del Libano si articolerà, nei prossimi mesi, attraverso una serie di progetti, in via di definizione dettagliata, sia nel campo dell’assistenza sanitaria ambulatoriale sia nei campi della formazione professionale e della tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico che insiste sul territorio di Baalbek.
L’iniziativa coordinata da Perigeo Lazio (che già si distinse per un’analoga iniziativa a favore delle popolazioni Tailandesi colpite dallo Tsunami), è stata patrocinata dal Comune de L’Aquila e dal Comune di Rieti, il cui Sindaco, Paolo Emili, nel ricordare quanto già fatto dal capoluogo laziale in occasione della succitata iniziativa post-tsunami, ha rinnovato il proprio sostegno a PERILEBANON e ribadito la volontà, Sua e della giunta comunale, di contribuire con sempre maggior vigore alla realizzazione di iniziative così significative ed importanti.
Infine, a nome del popolo libanese e dei cittadini di Baalbek, il rappresentante della città di Baalbek in Italia, Sharaf Gassan, ha ringraziato la Perigeo Lazio, i comuni di L’Aquila e di Rieti, auspicando la realizzazione di ulteriori attività volte ad attenuare le sofferenze delle popolazioni colpite, nonché a dare vita ad interventi, formativi e non, in grado di permettere ai giovani che vivono nel sud del Libano di immaginare un futuro migliore e più giusto.
Per ulteriori informazioni
Luca Panariello
(Responsabile comunicazione Perigeo Lazio Onlus)
338.6261463 – 393.9524802
l.panariello@perigeolazio.org
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Una delle risposte al nuovo approccio alle future sfide della sicurezza internazionale
di Giovanna Ranaldo *
Gli scenari nei quali sono oggi impegnate le Forze armate sono decisamente cambiati sulla spinta delle nuove esigenze di sicurezza. Lo strumento militare è chiamato ad accelerare la trasformazione ricercando soluzioni efficaci nel continuum di uno sforzo operativo senza precedenti. In quest'ottica è bene rimarcare un ulteriore aspetto: l’approccio multinazionale alla sicurezza. E' di tutta evidenza, come il mondo occidentale sia chiamato a sviluppare un'azione trainante nell'opera di stabilizzazione della comunità internazionale.
Sulla base di questo cambiamento occorre agire “a tutto campo”, modificando l’approccio alle future sfide della sicurezza globale. In questo senso, le linee guida indicate dal capo di stato maggiore della Difesa, l’ammiraglio Giampaolo di Paola, rappresentano le fondamenta della nuova strategia operativa, improntata in quel che egli stesso definisce “approccio olistico” al concetto di sicurezza, utile all’attuazione dei programmi d’impiego operativo.
Per lo strumento militare questo nuovo orientamento riguarda una rivoluzione concettuale innovativa che tocca tutti i settori: organizzazione, struttura, capacità e concetti d’impiego delle Forze armate.
Uno degli elementi chiave di questo cambiamento è dato dai nuovi “attori” che si inseriscono negli eventi, con finalità e scopi diversi da quelli propri delle Unità militari. Di fronte alla globalizzazione della sicurezza, sul piano concettuale infatti, si è presa coscienza del crescente ruolo delle organizzazioni internazionali (Onu, Nato, Ue) nell’affrontare le problematiche connesse alle aree di crisi e, di conseguenza, dell’importanza di altri fattori quali le società civili e le Ngo (Non Governmental Organization).
In questo contesto si collocano organizzazioni come la Perigeo Lazio Onlus, che recentemente è stata impegnata in un’esercitazione pianificata dal 186° reggimento paracadutisti Folgore di Siena sotto l’egida dello stato maggiore Esercito e della brigata paracadutisti Folgore.
L’operazione, denominata “Aquila Bianca”, condotta dal comandante del reggimento, colonnello Manlio Scopigno e dal suo staff, ha visto l’impiego di numerosi “attori”, appunto, tra cui i volontari della Perigeo impegnati nella terza attivazione, tra le tre previste dal piano addestrativo.

Gli scenari d’impiego sono stati quelli della città di Rieti, suddivisi tra l’ex aeroporto “Ciuffelli”, Centro addestramento Nubich e lo stadio “Scopigno”.
Proprio in questo ultimo sito, la Perigeo Lazio ha dato modo di testare la perfetta sinergia con le Forze armate, simulando il ferimento di propri volontari ad opera di alcuni miliziani, nel corso di un’operazione umanitaria in aree di crisi.
Le negoziazioni, condotte dal leader della Perigeo insieme al comandante della 13° compagnia “Condor” del reggimento paracadutisti, tenente Rino Pinto, sono andate a buon fine e tutti i volontari feriti sono stati prontamente assistiti e tratti in salvo con l’ausilio di un Ab 212 della Guardia forestale.
Aquila Bianca si configura come la prima esercitazione in Italia che vede l’impiego, accanto alle Forze armate, dei volontari di una Ngo.
Gli operatori della Perigeo hanno dato prova di buona preparazione, serietà ed impegno, gestendo con prontezza le emergenze in atto nel corso dell’addestramento.
Si è conclusa così un’ importante piattaforma di confronto, utile alla verifica delle nuove sinergie auspicate dal Csmd, che conferma la moderna visione del concetto di sicurezza e strategia operativa sul quale dovrà poggiare le basi lo strumento militare.
Quasi sempre infatti, la missione della componente militare non coincide o non termina più con il conseguimento della prevalenza sulle forze opponenti, ma prosegue con fasi ben più lunghe di stabilizzazione e ricostruzione, spesso complesse e difficili e volte a superare le cause destabilizzanti e determinanti per il conseguimento degli obiettivi politico-strategici e soprattutto umanitari.
* giornalista, settore forze armate
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Ore 9: Rieti colpita da attacco chimicoIeri a Rieti si è svolta, per la prima volta in Italia, un'esercitazione di Peace Keeping (condotta dal 186° reggimento paracadutisti Folgore), aperta alla partecipazione di un'associazione di volontariato internazionale, la Perigeo Lazio (Non Governative Organization). L'esercitazione, denominata "Aquila Bianca", ha avuto per tema «l'evacuazione di connazionali all'estero in aree di crisi». Con i militari dell'Esercito c'erano anche gli attivisti di Perigeo Lazio. All'esercitazione hanno partecipato anche la scuola interforze difesa Nbc (nucleare batteriologica e chimica) di Rieti, nuclei del 7° reggimento NBC "Cremona" di Civitavecchia, personale sanitario del corpo militare della Croce Rossa Italiana e del 9° centro di mobilitazione della Cri di Rieti. Nel corso delle manovre sono state adottate e confrontate procedure di impiego tra unità e corpi militari ed organizzazioni civili, che già operano negli scenari internazionali nell'ambito di operazioni militari di Peace Keeping.
(Libero - 15 dicembre 2006)
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